Uscito "The Akallabeth"

E' uscito "The Akallabeth", disco solista di Archangel, per la AMS/BTF. Si tratta di un concept album di ispirazione tolkieniana, interamente scritto da Gabriele Dario Manzini.
Ettore ha contribuito a tre brani, "Power Within", "The Faithful And The Faithless One" e "The Price", suonando chitarre elettriche, acustiche e 12 corde, insieme a numerosi altri musicisti, tra cui Damian Wilson, Zachary Stevens, Ted Leonard.
Per ulteriori infos: il sito di Archangel.

Batterie finite per The RedZen!

Proprio così, Roberto Leoni ha ultimato le sue sessioni di registrazione per l'album in lavorazione dei The RedZen, che si preannuncia molto interessante grazie anche alle sue ritmiche diaboliche.
Una testimonianza del lavoro svolto:



Rimanete sintonizzati per aggiornamenti alla pagina MySpace dei The RedZen, e non dimenticate di ascoltare i brani su Last.fm e su IMRadio

La Divina Commedia

Il cd-compilation "Inferno", progetto della finlandese Colossus, è uscito per la Musea Records. Vede la partecipazione di Ettore nel brano "Back To Earth", della band Atlantis 1001, per cui ha registrato tutte le tracce di chitarra.
Dalle risorse web di Colossus: la recensione di Marco Piva

Il brano è stato scritto e arrangiato da Lorenzo Pedron, Ettore Salati, Angelo Racz, Luca Scansani, Alex Ferrario, e registrato al Kinematic e all'Highway Studio.

Nel 2009 uscirà la seconda parte del progetto ("Purgatorio"), che contiene anche un brano dei SoulenginE, intitolato "Polheim":

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Scritto da Ettore Salati, arrangiato da Ettore Salati, Fabio Mancini, Nando de Luca, Giacomo Pacini, registrato da Raff Pellino al Vico Studio, mixato da Massimo Cherubin al Keruac Studio, masterizzato da Marco Olivotto al LOLproductions Studio.

A seguire, nel 2010, il "Paradiso": The RedZen parteciperanno con un brano, ancora in lavorazione.

The David Jackson Project

Il sassofonista e flautista di fama mondiale David Jackson, già membro di Van Der Graaf Generator e Peter Gabriel Band, è tornato in Italia per una data d'eccezione. Lo ha accompagnato una band di tutto rispetto: oltre ad Ettore, Aldo Tagliapietra (Le Orme), Gigi Cavalli Cocchi (Ligabue, Mangala Vallis, CCCP, Clandestino, Massimo Zamboni, ecc.), Alex Carpani, Marco Olivotto.
Sono stati presentati brani di Jackson solista e qualche pezzo dagli album dei Van Der Graaf e Le Orme. Il concerto si è tenuto il 14 Novembre 2008 al Club Il Giardino, Lugagnano (VE).

Alcuni estratti dallo show:
Touchpaper Blue
Saigon Roulette
Cemento Armato
Era Inverno
Dr. Mop

La recensione di Marco Pessina:

DAVID JACKSON PROJECT AL “GIARDINO” 14/11/2008

Metti una sera al “GIARDINO”. Metti il leggendario sassofonista dei VAN DER GRAAF GENERATOR istrionico e autentico protagonista della musica rock progressive degli epici anni’70: mister DAVID JACKSON.
Affiancagli una strepitosa schiera di musicisti in un supergruppo ed il gioco è fatto.
E’ andato in scena quello che di fatto è da considerare un evento.
Un progetto esclusivo creato apposta per il CLUB IL GIARDINO.
L’uomo del “doppio sax” era accompagnato per l’occasione da GIGI CAVALLI COCCHI alla batteria, da ALEX CARPANI alle tastiere, da ETTORE SALATI alle chitarre, da MARCO OLIVOTTO al basso e voce e con l’amichevole partecipazione di ALDO TAGIAPIETRA.
La sala si presenta gremita in ogni ordine di posto e dopo le presentazioni di rito, tocca ad OLIVOTTO aprire le danze.
Pianoforte e voce esegue, a suo modo di dire delle “canzoni improbabili” in quella situazione.
Racchiude un mix di cinque pezzi in uno cantando in stile HAMMIL tra le altre un pezzo dei NIRVANA e uno dei LED ZEPPELIN.
Applausi del pubblico ed entra JACKSON.
Breve presentazione e, avviata la base, esegue una canzone di recente produzione dal titolo HELLO, alternando l’ottavino al sax.
A questo punto entra la band ufficiale della serata con OLIVOTTO al basso e alla voce senza TAGLIAPIETRA.
La prima parte del concerto è incentrata sulle ultime composizioni del polistrumentista inglese.
Si parte con TUMBLEDOWN, canzone che è stata scritta e pensata per quel bruttissimo episodio che fu la guerra lampo dell’esercito inglese alle isole MALVINE (FALKLAND), contese all’epoca (siamo negli anni ’80) all’Argentina.
Episodio sottolineato negativamente dallo stesso JACKSON.
E’ la volta di DR.MOP, dedicata ai “dottori” delle pulizie.
Le movenze e la capacità di alternare gli strumenti a fiato nella stessa canzone, fanno di JACKSON un personaggio unico nel suo genere.
L’affiatamento con il resto della band è notevole, nonostante si sia provato poco come si può facilmente intuire.
Segue SAIGON ROULETTE (JACKSON confesserà di averla scritta dopo aver visto il film Il Cacciatore con DE NIRO).
Conclude la prima parte TOUCH PAPERBONE.
Il primo set si conclude, ma il bello deve ancora cominciare.
Una decina di minuti e la band rientra.
Questa volta c’è anche TAGLIAPIETRA, che dopo aver salutato il pubblico imbraccia la sei corde acustica e inizia l’arpeggio di ERA INVERNO.
E quì l’atmosfera comincia a riscaldarsi, tutti fanno la loro parte a puntino.
Applausi scroscianti e ALDO intona CEMENTO ARMATO passando al basso, quello a violino che apparteneva ad un certo “PAOLO” MCARTNEY.
Brano che risulterà particolarmente articolato, soprattutto nella parte centrale.
Molto bella, proprio per la presenza dei fiati, la versione di SGUARDO VERSO IL CIELO con la quale il musicista veneziano concluderà la sua performance.
L’ambiente è bello caldo ed allora via con una serie di canzoni tirate per benino.
Stupenda BOLERO BOLEAS, almeno così doveva chiamarsi nella versione che i VAN DER GRAAF non fecero mai.
HAMMIL non la capì (confessa JACKSON).
Struggente la versione di TONEWALL, che il gruppo esegue dopo.
La seconda parte del concerto è veramente bella!
Segue SOGNI D’ORO, con il canto alla HAMMIL di OLIVOTTO.
Dopo HOMER, sale sul palco la figlia di JACKSON.
DORIE e le altre due ragazze del gruppo che si esibirà il giorno seguente cantano MISSION.
Molto bella eseguita in questo modo.
Il set si conclude con la magnifica WE GO NOW, qui il sax raggiunge vette incredibili nonostante il raffreddore di JACKSON.
Applausi scroscianti con il battimani ritmato che chiama tutti di nuovo sul palco.
Rientrano tutti compreso TAGLIAPIETRA, che tamburello in mano, darà una mano nel canto che fa il verso alla melodia di THEME ONE.
Dovevano passare 35 anni perché suonassi con ALDO, dirà DAVID JACKSON.
E dove se non al GIARDINO aggiungiamo noi.
Ciao soci e alla prossima
Marco Pessina

il sito di David Jackson
il sito del locale

Norwegian Wood

..."I once had a girl"... o meglio, "I once played a gig". La data in Norvegia della Alex Carpani Band è stata una delle più soddisfacenti di tutto il Waterline Tour, grazie anche allla calda accoglienza del pubblico.
Al Lundentagen di Skien, oltre al solito set, è stata presentata in anteprima la cover dell'immortale "Kashmir" dei Led Zeppelin.

Alcuni estratti dallo show:
The Waterfall
Catch The Wave
Agua Claro
Reclaimed

Un resoconto dal giornale del Telemark (in norvegese!):

Passaggio in India

Un viaggio in India qualche segno lo lascia, anche se è solo per una vacanza... e per parlare di musica, uno è di sicuro molto tangibile. Un sitar ha di recente fatto il suo ingresso nel parco strumenti!
Questo strumento eccezionale, composto da 7 corde melodiche e 13 simpatetiche, possiede una sonorità aperta, possente e peculiare. Il sitar in questione, acquistato a Varanasi (Benares), è interamente di mogano invecchiato 30 anni, ed è stato costruito da uno dei più
noti maestri e liutai di sitar dell'Uttar Pradesh, Vijay Shakti.
Vijay è stato anche in Europa più di una volta, in particolare a Parigi per le riprese del film "The Untouchables", che lo hanno visto nel cast proprio come musicista. Suona in tutta l'India, la sua famiglia costruisce sitar da più di quattro generazioni e i suoi strumenti sono lodati da musicisti del calibro di Ravi Shankar.
Probabilmente il primo utilizzo sarà con il duo acustico SaltyBros.
Qualche testimonianza dell'approccio musicale con l'India:

SoulenginE in produzione!

Al Vico Studio di Milano Raff Pellino ha condotto la sessione per la registrazione delle parti di batteria di Giacomo Pacini per il futuro album del progetto "SoulenginE". Next in line Nando de Luca per le parti di basso, dopodichè sarà la volta di Ettore e Fabio.
La scaletta definitiva dell'album quindi sarà:

1. Polheim
2. Third In Line
3. Rain Flower
4. On The Other Side
5. Down The Street
6. Wrong Way
7. Asleep
8. No Rewarding
9. Challenge To An End

Le tracce 1, 3, 7, 8, 9 sono state scritte da Ettore, i brani 2, 4, 5, 6 da Fabio Mancini, l'arrangiamento delle parti è equamente diviso tra i membri della band.
Rimanete sintonizzati per aggiornamenti, per ulteriori infos si può consultare la risorsa web ufficiale